IL REGISTRO EUROPEO DELLE IMPRESE

 

 

Il 14 ottobre, nell’Università Luiss Guido Carli  di Roma è stato presentato il volume “Il registro europeo delle imprese – European Company Registry” . L’opera è il primo Year book diretto dal Prof. Ermanno Bocchini, ordinario di diritto commerciale all’università di Napoli, che si occupa delle problematiche relative alla pubblicità delle imprese.

Il sistema economico della new economy si caratterizza per la presenza di istanze contrapposte (R. Rordorff, Prefazione, in S. Zambon, Informazione societaria e nuovi processi di armonizzazione internazionale, Il Mulino, 2002, p.9 ss.): rigore contro flessibilità; approccio giuridico contro approccio economico; tradizioni nazionali contro progressiva internazionalizzazione. La tensione che creano queste contrapposizioni si esprime in modo evidente nell’impresa la quale deve confrontarsi non solo con realtà economiche diverse, ma anche con regole giuridiche differenti.

La comunicazione si presenta oggi come l’unico strumento che consente di superare le disparità del sistema. Ecco perché la comunicazione  ha assunto un ruolo determinante nel sistema economico. Tutti gli Stati europei, in questi anni, stanno incentrando l’attenzione su discipline che consentano lo scambio e la circolazione di informazioni nella convinzione che questo sia l’unico strumento che consente di avvicinare le economie ed i sistemi giuridici dei paesi.

La comunicazione richiama subito il dato informativo che contiene e del quale rappresenta il momento del trasferimento. Esso aumenta di importanza proporzionalmente al crescere di importanza della comunicazione. Potremmo addirittura, in una rivisitazione dei meccanismi della produzione, considerare l’informazione che è oggetto della comunicazione alla stregua di un fattore della produzione, tanta è la sua importanza nell’ambito dell’organizzazione imprenditoriale. L’imprenditore attraverso il possesso dell’informazione, utilizzando un potere discrezionale riconducibile al libero esercizio dell’attività economica, così come sancito all’art. 41 Cost. – intendo dire potere legittimo -, fa attività di politica industriale; indirizza cioè la propria impresa sul mercato distribuendo le informazioni che ritiene opportune ai soggetti che liberamente sceglie.

L’informazione dell’impresa, dunque, è fonte di potere per l’imprenditore.

Il legislatore, consapevole della forza che l’informazione d’impresa è capace di sprigionare cerca di convogliare questa forza nella direzione della tutela del mercato. Cerca, cioè, di ridurre la discrezionalità dell’imprenditore sia nella formazione del dato informativo che nella circolazione verso i soggetti destinatari. L’obiettivo che si prefigge l’ordinamento nel fare questo è la distribuzione sul mercato del vantaggio derivante dal possesso delle informazioni.

Io credo che in questa ottica debba essere letto il Registro delle imprese nazionale ed europeo. La funzione principale del registro delle imprese, infatti, è quella di raccogliere le informazione dell’impresa e di “darle” a tutti coloro che siano interessati, assicurando così la trasparenza dell’organizzazione imprenditoriale.

Questo ruolo si arricchisce ancora di più se si considera il fenomeno della liberalizzazione dei mercati, fenomeno che ha determinato l’ampliamento dell’ambito operativo dell’impresa e, quindi, dello “spazio” nel quale confluiscono le informazioni.

Ancora di più si arricchisce il peso del registro delle imprese se si pensa all’introduzione della tecnologia che ha impresso al sistema economico un cambiamento radicale, superando le tradizionali categorie di spazio e tempo cui il mercato dell’era post-industriale era ancorato; sulle quali fondava le proprie leggi di funzionamento. La ormai famosa “globalizzazione” implica, non solo sul piano teorico, ma anche in concreto, un’idea di unicità del sistema economico. Il superamento delle differenziazioni tra i mercati è ormai esigenza divenuta imprescindibile per la realizzazione della tutela dei soggetti che operano nel sistema economico. La comunicazione, che utilizza i sistemi informatici, può raggiungere più facilmente l’obiettivo unitario insito nel termine “globalizzazione”; l’informazione, dunque, è quel settore dove più facilmente potrebbe realizzarsi l’armonizzazione anche a livello ordinamentale.

Il registro delle imprese è la prova che tutto questo si può realizzare; che tutto questo è realtà e non frutto della fantasia dei giuristi. Le Camere di Commercio hanno un sistema informatico che consente di creare una vera e propria rete di informazioni che dall’impresa vanno al mercato in tempo reale, rete che va a costituire una banca dati accessibile da ogni terminale e, nello stesso tempo, sicura.

Perché questa rete non può estendersi oltre i confini nazionali? E’ questo l’interrogativo che si è posto il Prof. Bocchini ed al quale ha risposto in senso positivo. In fondo, l’espressione Registro delle imprese italiano, o Handelsregister tedesco, per fare un esempio, esprimono una contraddizione in termini. Il registro delle imprese e con esso le informazioni che vi sono contenute, organizzato con il sistema informatico, ha un’attitudine alla globalizzazione intesa come unicità del sistema di informazioni, e non può essere limitata ai confini di una nazione.

Il Prof. Bocchini ha percepito da tempo non solo la necessità della distribuzione delle informazioni sul mercato, come presupposto di una tutela in situazione di uguaglianza tra tutti i soggetti, ma ha avvertito le grandi potenzialità del registro delle imprese nel diritto della new economy ed il volume sul European Business Register - Registro europeo delle imprese contiene la prova che l’idea di un flusso informativo senza confini può realizzarsi.

Il sistema è, da un punto di vista tecnico, già operativo dal 1998. Le sue caratteristiche tecniche, che si stanno sperimentando in questo periodo, sono dirette a realizzare la semplificazione dell’accesso all’informazione d’impresa e della sua diffusione.

Se i problemi tecnici possono risolversi sulla base di una uniformità di linguaggio, resta sempre aperto il problema giuridico dell’omogeneizzazione del valore della pubblicità legale, problema rilevato nel volume del Professor Bocchini. I notai e gli avvocati sanno bene come sia rilevante questo aspetto ai fini dell’effettività della tutela.

Per le Camere di commercio italiane è una sfida che, per la verità hanno già raccolto e che stanno conducendo come portavoci dell’esigenza di fornire all’impresa uno strumento che agevoli realmente i rapporti economici. Nell’intervento tenuto a Firenze il 13 ottobre 2003 – Ruolo delle autonomie locali e funzionali nella nuova Europa – il Dott. Tripodi (segretario generale Unioncamere) ha comunicato che “attraverso il lavoro di Infocamere e l’aiuto della Commissione Europea, abbiamo esteso il Registro europeo delle imprese già ad alcuni paesi candidati in particolare Estonia e Lettonia per realizzare quel mercato dell’informazione necessario al commercio”.

L’occasione dell’uscita del primo numero dello year book, è quanto mai preziosa non tanto per ribadire l’importanza della circolazione dell’informazione – fatto oserei dire ovvio – quanto per riflettere con chi è quotidianamente impegnato nella realizzazione della rete informativa – mi riferisco agli imprenditori in qualità di mittenti delle informazioni, alle camere di commercio in qualità di destinatari-intermediari rispetto al mercato, ai professionisti che con funzioni diverse consentono la realizzazione della circolazione – su come migliorare la rete sia sotto il profilo quantitativo dei dati che sotto quello qualitativo.

 

Maria Cecilia Cardarelli